RESIDENZE

ARTISTICHE

RESIDENZA ARTISTICA 2025

Progetto Triennale : SANT’ANTIOCO – LE PAROLE DEL  MARE – Suoni e Vision

Per l’annualità 2025 sono stati due i progetti di residenza artistica realizzati:

1) Sant’Antioco – Il mare e le sue storie

2) RE -Prologo per un nuovo inizio


  1. Il primo progetto Sant’Antioco – Il mare e le sue storie è stato, da un lato, la rielaborazione in termini teatrali di una parte dell’importante ricerca storico antropologica sviluppata nel 2023 promossa dal Dipartimento di Lettere, Lingue, Beni Culturali dell’Università degli Studi di Cagliari


D’altro lato gli artisti coinvolti nel progetto hanno proseguito autonomamente e originalmente alla ricerca di storie nuove. Una ricerca condotta attraverso gli strumenti della videointervista, della raccolta di immagini di repertorio e di immagini e documenti sonori che appartengono alle famiglie o ai singoli cittadini, con particolare attenzione alla categoria dei maestri d’’ascia e dei pescatori .Nella Residenza artistica promossa da Progetti Carpe Diem una parte dei materiali prodotti, in particolar modo la sezione Sant’Antioco: il mare e le sue storie sono stati rielaborati attraverso i linguaggi del teatro di narrazione e della multimedialità. 

Gli artisti in residenza presenti a Sant’Antioco sono stati Francesco Bonomo  e Daniel-Dwerryhouse

Dal 17 al 26 marzo gli artisti in residenza negli spazi del MU.MA Museo del Mare hanno condotto un lavoro di ricerca, sperimentazione ed elaborazione artistica. Al termine di tale periodo i due artisti hanno aperto coinvolto il pubblico con la formula dell’incontro/restituzione di lavoro. Tutor per la drammaturgia e le tecniche della narrazione sono stati Mario Pietramala e Francesca Sarteanesi

Sabato 28 marzo Mario Pietramala, a dimostrazione del suo metodo di lavoro e del proprio percorso di ricerca artistica ha presentato pubblicamente il proprio spettacolo L’ombra – L’isola del tesoro.

Francesca Sarteanesi nel suo ruolo di Tutor della Sezione Le parole del mare ha partecipato di persona risiedendo a Sant’Antioco 



  1. Il progetto RE -Prologo per un nuovo inizio sarà realizzato in collaborazione con la Compagnia francese Rosamiranda titolare della Residenza Artistica La Cabane a Nogent/Vincennes. 


Questa ricerca artistica e spettacolare ha esplorato il desiderio stesso di creare una nuova realtà, di ricominciare tutto da capo, da una pagina bianca, da zero, di tornare al punto d’origine, di vivere una rinascita. Ma è davvero possibile ricominciare tutto senza prima distruggere fino alle radici ciò che precede? Il progetto ha preso forma come un atlante frammentario. Lo spazio scenico pensato come una rovina vivente: cemento e metallo, lampade superstiti, superfici ferite che conservano memoria. Ma ciò che domina è il richiamo dell’acqua: il nostro atlante si apre come dopo un diluvio, in un paesaggio ferito e purificato allo stesso tempo, dove ogni traccia sembra galleggiare come un relitto. L’acqua è per gli artisti simbolo che unisce distruzione e rinascita. È la sostanza primordiale, origine di tutte le cose, ma anche forza capace di sommergere e cancellare. Lo spazio scenico si trasforma così in un’arca precaria sospesa in mezzo al mare: un rifugio fragile che resiste, portando con sé resti di memorie, corpi e sogni. E il mare, ultimo bastione del mistero insieme al cosmo, avvolge la Pelanda nella sua notte nera: risuona come lingua cosmica, fatta di voci sommerse, di correnti e abissi, di memorie collettive custodite dall’acqua. Il suono lavorerà su queste stratificazioni: onde, risonanze profonde, ritmi fluidi che evocheranno tanto la dolcezza quanto la violenza dell’acqua. Il progetto si è dispiegato come un montaggio di spazi e azioni. Il pubblico è semi- orientato da luci e voci, immerso in un flusso che stratifica l’esperienza. I colori sono ridotti all’osso — bianco, nero, polvere di stelle — con bagliori caldi di pietra, di carne e di acqua. La materia scenica resta essenziale: superfici grezze, pochi oggetti reali. Il resto è affidato al suono e al video, che possono spingersi fino a includere l’intelligenza artificiale e il coding, affinché la ricerca di un Rinascimento contemporaneo passi anche attraverso le tecnologie più avanzate, gli strumenti della scienza attuale, le esplorazioni dello spazio e del mare. Il lavoro è modulabile: a seconda del contesto produttivo, può articolarsi in pezzi successivi che impongono un percorso fisico, oppure concentrarsi in uno spazio unico e frontale. Può includere elementi minimi oppure dispiegarsi in strutture imponenti e dispositivi multimediali complessi. Sempre come un atlante incoerente e vibrante capace di accogliere insieme l’apparizione digitale e il miraggio arcaico, unendo l’infinitamente piccolo e il monumentale, il terrestre e il marino. Gli artisti in residenza presenti a Sant’Antioco coinvolti nella sezione sono stati Maria Vittoria Bellingeri – regista, autrice; Maksym Teteruk – drammaturgo, autore e Manfredi Clemente – compositore e sound designer

Dal 17 al 26 marzo gli artisti in residenza negli spazi del MU.MA Museo del Mare hanno condotto un lavoro di ricerca, sperimentazione e elaborazione artistica. Al termine di tale periodo i due artisti hanno aperto coinvolto il pubblico con la formula dell’incontro/restituzione di lavoro. Tutor per la drammaturgia e la multimedialità, le relazioni fra i diversi linguaggi artistici  sono stati Leonardo Capuano e Roberto Abbiati

Leonardo Capuano, a dimostrazione del suo metodo di lavoro e del proprio percorso di ricerca artistica ha presentato pubblicamente la propria performance Conrad il viaggio nel mare delle parole.

Domenica 29 marzo Roberto Abbiati, a dimostrazione del suo metodo di lavoro e del proprio percorso di ricerca artistica ha presentato pubblicamente il proprio lavoro Moby Dick – Una tazza di mare in tempesta